Estate 2022: voglia di normalità

Estate 2022: voglia di normalità

di Giacomo Bini

giugno 2022

C’è tanta voglia di uscire di casa e di ritrovarsi in piazza, nei parchi, negli spazi pubblici e negli impianti sportivi. E’ un’estate che ha il gusto antico eppure nuovissimo della normalità, in cui si avverte un fermento particolare, quello della vita che preme per riprendere il suo corso fisiologico, con la speranza e la gioia di poter fare cose che per due anni sono state impossibili e con la nascosta, indicibile e sottile inquietudine che possano ritornare in autunno alcune delle restrizioni che chi hanno afflitti per così lungo tempo. 

Intanto però «chi vuol esser lieto sia» e così risorgono più numerose di prima le sagre, le feste di paese, gli eventi musicali all’aperto, gli intrattenimenti e gli incontri pubblici. Basta dare un’occhiata alla rete, ai siti e ai profili social delle associazioni o anche dei comuni della piana, per rendersi conto del fittissimo calendario di eventi e di manifestazioni che vengono proposte per i mesi estivi. Sono così tanti che non ci proviamo nemmeno a riassumerli perché siamo certi che ne dimenticheremmo alcuni facendo qualche torto agli organizzatori. Perché intendiamoci, a nostro parere sono tutti importanti allo stesso modo, dalla sagra del bombolone al concerto, dalla cena in piazza alla presentazione di un libro, dal torneo di calcio al convegno culturale. Se possiamo permetterci di fare una proposta, consiglieremmo di creare una piattaforma comune alla zona della piana, dalle colline di Montale a quelle di Quarrata, dove un utente possa trovare tutti gli appuntamenti. Non è un obiettivo facile da raggiungere ma sarebbe molto utile.

Un altro segno di ripresa della vita sociale sono i centri o campi estivi per i bambini e i ragazzi che vengono quest’anno riorganizzati in gran numero e con tempi più lunghi. Gli enti organizzatori sono i più vari, dalle amministrazioni comunali alle società sportive, dalle parrocchie alle pro-loco. Oltre all’intento di sempre, cioè quello di offrire ai bambini un’occasione di divertirsi in sicurezza e di svolgere attività educative nel periodo delle vacanze scolastiche, quest’anno c’è uno scopo ulteriore; quello di compensare e recuperare quella socializzazione che è mancata nel periodo in cui la scuola ha dovuto piegarsi alle esigenze della pandemia e usare l’espediente inevitabile della didattica a distanza. Le famiglie si rendono ben conto, più di altri anni, che il centro estivo non è soltanto un parcheggio sicuro per consentire ai genitori di proseguire le proprie attività lavorative anche dopo la fine delle lezioni, ma è un momento di grande rilievo dal punto di vista della crescita psicologica dei ragazzi. Il filo della vita relazionale che si è riannodato a scuola viene continuato in estate con i centri estivi e per questo vanno ringraziati tutti gli enti che li organizzano, pubblici e privati, perché svolgono una funzione sociale molto rilevante. 

La prima istituzione a lanciare la ripresa, nei mesi scorsi, è stata proprio la scuola che con i suoi insegnanti e i suoi studenti ha sfruttato immediatamente gli spazi offerti dall’allentamento delle restrizioni per riprendere le attività extracurricolari: le uscite, le visite e i tanti concorsi a cui i ragazzi si dedicano ogni anno e che erano stati sospesi. é stata la scuola a lanciare la volata della ripartenza con maggiore forza e convinzione di prima. Perché, se c’è una cosa che abbiamo capito in questi due anni, è che non bisogna dare per scontato che ci siano le occasioni di stare insieme, al tavolino di un bar, in un’aula scolastica o in un palazzetto dello sport. Buona estate dunque, insieme e, possibilmente, in pace. 

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