Ex Caselli: sarà la volta buona?

Ex Caselli: sarà la volta buona?

di Daniela Gori

giugno 2021

Per vedere la riqualificazione dell’ex ospedale Caselli, sarà questa la volta buona? 

Si è aperto da poco un nuovo capitolo che dovrebbe finalmente portare alla soluzione definitiva, per rendere lo storico edificio di via Larga e i padiglioni annessi successivamente, di nuovo un luogo decoroso dopo anni ormai di abbandono e degrado. Tutto il complesso infatti è stato recentemente messo all’asta dall’azienda USL Toscana centro, e pare che la procedura sia andata a buon fine. Bocche cucite da parte di Asl e Comune sul nome del vincitore, riuscito certamente ad acquistare il complesso per una cifra irrisoria rispetto al suo valore. Al momento pare che ci siano state più offerte in busta chiusa e che siano ancora in corso delle verifiche. La Usl il 18 marzo scorso con la delibera 399, aveva deciso di procedere all’alienazione dell’immobile con l’indizione di un’asta pubblica (con base d’asta 360mila euro). 

All’asta potevano partecipare anche soggetti privati, ma la condizione di partenza era che tutta l’area dovesse rimanere uno spazio di interesse pubblico a carattere sociale. Sul Caselli infatti c’è il vincolo sulla sua destinazione, che non può prescindere dalle caratteristiche socio sanitarie. A quanto pare, alla base dell’operazione c’erano stati contatti con gli operatori di una società privata del settore che gestisce le Rsa nel nord Italia, che avrebbero manifestato l’interesse per il Caselli, come investimento per estendere i servizi anche nel centro Italia. D’altro canto per l’azienda Usl Toscana centro questa sarebbe stata l’occasione per capitalizzare in liquidità il considerevole patrimonio immobiliare (acquisito dall’ente comunale), dopo aver a suo tempo ritenuto più conveniente investire nella Casa della salute in viale Montalbano. La motivazione della scelta di quest’ultima sede era che realizzare nell’ex presidio ospedaliero di Quarrata, completamente da ristrutturare, un nuovo centro in cui concentrare i servizi sanitari, avrebbe costituito una spesa eccessiva. 

Nato a inizio ‘900 per volontà e contributo economico di Gianbattista Caselli e di altri benefattori, finanziato tra l’altro dalle operaie della contessa Spalletti, l’edificio adibito nel passato a ospedale già nel 2013 era stato sul punto di essere alienato dall’azienda sanitaria. Per questo era stato richiesto all’amministrazione comunale il cambiamento di destinazione da uso sanitario a residenziale. La richiesta non venne accolta anche perché in quell’occasione la cittadinanza di Quarrata, temendo che l’edificio potesse divenire oggetto di speculazione edilizia, fece sentire la propria voce con una fiaccolata dimostrativa per le vie della città. Tuttavia questo non ha impedito che già dagli anni ‘90 il Caselli non venisse più utilizzato come presidio ospedaliero e dal 2010 in poi erano stati chiusi gli uffici del distretto socio-sanitario e portati nella sede di via Marco Polo, mentre gli anziani che avevano trovato accoglienza nei padiglioni adiacenti erano stati trasferiti altrove, per la sopraggiunta inagibilità

In seguito sono state più di una le proposte per riqualificare l’ex ospedale: dopo quella non andata a buon fine di realizzarci la nuova Casa della salute, ci fu quella di farne un centro culturale per la città, fino all’ultimo lancio del luglio 2018, quando furono proprio l’Ausl Toscana Centro, con la Fondazione Caript, il Comune di Quarrata e la Società della salute pistoiese a presentare il progetto ancora allo stato embrionale, per trasformare il Caselli in co-housing per anziani autosufficienti, con spazi comuni e servizi, addirittura con un asilo nido e una palestra. Un progetto tanto ambizioso e futuristico quanto costoso, e forse è stato questo il motivo per cui, dopo la firma della dichiarazione di intenti sbandierata su giornali e tv, tutto finì lì. Adesso si apre questo nuovo capitolo: potrebbe essere la volta buona per vedere finalmente riqualificata un’area alla quale la comunità quarratina è molto legata.

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