Italiano: maschile o femminile?

Italiano: maschile o femminile?

di Carlo Rossetti

dicembre 2021

Ai tanti problemi di ordine sociale e politico che affliggono la nostra Nazione, se ne aggiungono altri di minore gravità ma ugualmente idonei a far discutere.

Si tratta di problemi linguistici che sorgono quando si declina al femminile il nome di figure professionali. E’ così che salta fuori “sindaca”, “ministra”, “prefetta” e via dicendo, per stabilire le identità di genere.

Anche L’Accademia della Crusca, massimo organo linguistico, ha accettato, dopo il discusso aggettivo “petaloso”, le nuove definizioni, lasciando la libertà di scelta alle donne. Ci domandiamo però come mai “direttore” declinato al femminile non faccia “direttora” ma direttrice ; “assessore” non si dica “assessora” e ingegnere “ingegnera” così , come il contadino ha la “contadina”, il commesso la “commessa” l’infermiere l’“infermiera” e tanti altri nomi ancora cui potremmo riferirci. Per il nome agricoltore non c’è il femminile e nemmeno per medico. Infatti non si dice la “medica” ma dottoressa.

C’è uno spirito di rivendicazione da parte delle donne. L’argomento passa dal campo linguistico a quello dell’evoluzione sociale. Per quanto ci riguarda ci piace più la declinazione al maschile anche quando l’appellativo è rivolto a una donna. Perciò diremo sindaco, prefetto, assessore, ingegnere e avvocato.

Ci sono altri esempi ancora. Nel caso che il direttore d’orchestra sia una donna, dovremmo dire “direttrice d’orchestra”? E quando si nomina il sostituto procuratore donna, dovremmo dire “procuratrice”? Qualcuno obbietta che se il magistrato donna sostituisce un collega uomo, si possa dire procuratore.

La questione è abbastanza confusa. Se modestamente possiamo esprimere un parere al riguardo, preferiamo affidarci all’orecchio che preferisce sindaco, assessore, prefetto, avvocato e via dicendo, anche quando a ricoprire certi ruoli siano donne. E dato che ci siamo, tanto per sorridere e alleggerire il tono, si potrebbe apportare una modifica anche al sostantivo geometra. Chiamare geometra la donna in possesso del diploma, “geometro” quando si tratti di un uomo.

A proposito di problemi linguistici ci sentiamo di rimarcare la continua omissione del congiuntivo da quanti bazzicano la nostra televisione, aggiungendovi il cinema nostrano, altrettanto “orfano” di tale modo verbale. Questo ci pare un grave errore.

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