Leggere forte fa crescere l’intelligenza

Leggere forte fa crescere l’intelligenza

di Daniela Gori

marzo 2022

Dopo che la Regione Toscana ha promosso la lettura con il progetto “Leggere forte” nelle scuole, alla secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Mario Nannini di Vignole due insegnanti, Alessandra Rossi e Tina Soviero, hanno deciso di aderire all’iniziativa con le loro due classi, la 2° A e la 2° E. Lo scopo è quello di favorire il successo dei percorsi scolastici e di vita dei bambini e dei ragazzi tramite gli effetti che la pratica della lettura ad alta voce produce. Il motto del progetto è “Leggere: forte! Ad alta voce fa crescere l’intelligenza”, perché la ricerca sul campo ha dimostrato che ascoltare la lettura ad alta voce è in grado di produrre una serie di benefici interni ed esterni rispetto al percorso educativo e scolastico. 

Oltre ad incrementare notevolmente il numero di parole conosciute, aiuta nella costruzione della propria identità, favorisce lo sviluppo del pensiero critico e l’autonomia di pensiero. «Abbiamo deciso di dedicare a questa iniziativa parte dell’orario scolastico nelle due classi coinvolte per stimolare nei ragazzi l’attenzione e l’attitudine all’ascolto» spiega la docente Alessandra Rossi, che insieme alla collega Tina Soviero sta mettendo in pratica questa iniziativa; «noi leggiamo ad alta voce agli studenti, che stanno dimostrando un notevole interesse e si cominciano già a vedere i primi benefici». Le modalità e i risultati ottenuti nel corso della pratica della lettura ad alta voce in classe da parte dei docenti, sono oggetto di un costante monitoraggio da parte dell’Università di Perugia che ne ha realizzato il coordinamento scientifico, in particolare dal professore dell’ateneo, Federico Batini. Le due classi del Nannini tra l’altro sono state scelte come campione per la ricerca e la verifica dell’efficacia del progetto. “Leggere forte” è dunque seguito da un team universitario, in collaborazione con l’Usr della Toscana, Indire (Istituto per Innovazione e Ricerca Educativa) e Cepell (Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni Culturali dedicato alla promozione della lettura). Le verifiche sugli effetti dell’iniziativa per i ragazzi avvengono con metodi di misurazione qualitativi come test e questionari somministrati anche alle docenti. 

Adesso, visto il successo in classe, le insegnanti intendono proseguire il percorso allargandolo al territorio: «Il nostro prossimo passo è costituirci in circolo, per poi andare come volontariato con i ragazzi a “donare” la nostra lettura ad alta voce sul territorio, per esempio nelle Rsa, nei nidi d’infanzia o presso le associazioni».

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