Smilzo & JP – sotto le stelle del rap

Smilzo & JP – sotto le stelle del rap

di Marco Bagnoli

dicembre 2022

Fossimo stati capaci la prossima intervista l’avremmo fatta tutta in rima, invece lasciamo i versi a chi ne sa di più – e così facciamo prima! 

Abbiamo infatti intervistato Smilzo & JP, al secolo Fabio Manetti e Lorenzo Colonna, diciannove e ventun anni, per la maggior parte passati ad ascoltare rap, quarratini doc e pure vicini di casa. Entrambi cominciano giovanissimi appunto ad ascoltare questa “nuova” musica – si fa per dire, perché si cominciò a rappare sui dischi che erano ancora gli anni Settanta. Fabio in particolare sentì il bisogno di andare oltre le rime “classiche” dei cantautori italiani che ascoltavano i genitori per scoprire, a soli sei anni, le parole combinate di “Controcultura” di Fabri Fibra. Da lì suoi preferiti sono rimasti personaggi eminentemente italici come Capa Rezza o Rancore, anche se non possono certo mancare i riferimenti alla scena USA, senza tanto badare alla contrapposizione West Coast/East Coast, ma tenendosi comunque ben stretti personaggi come Tupac Shakur e Dr Dre. Da allora Smilzo scrive testi sulle urgenze che vede nel mondo intorno a sé, oppure proprio dentro di sé, l’importante è farlo con coscienza, con la dovuta serietà. 

La dinamica-tipo del lavoro di questa coppia vede Smilzo proporre un tema, un argomento, e magari una certa sonorità – e a quel punto JP risponde con un primo abbozzo di base, che diverrà il primo orientamento per la scrittura delle parole. La musica è importante, talmente importante che JP si sta adesso specializzando nella diversificazione, approcciando simultaneamente chitarra, piano e saxofono per la realizzazione delle sue basi. I due collaborano dal 2019, e anche nel corso dell’emergenza Covid si sono tenuti nel dovuto contatto/non-contatto. 

Ma tutte queste parole se ne vanno forse col vento? No! Una volta tanto le parole non volano, ma restano scritte nei “solchi” della loro prima fatica discografica, totalmente autoprodotta nello studio domestico di JP. Si intitola “Sis-Felix”, e vuol dire “sii felice”. Facile a dirsi. E poi non si era forse detto che il Rap era tutto cupo e cattivo? Mica vero, quello semmai è il Metal… (ma non è tutto vero neanche questo). Questo EP di sette brani affronta il tema della felicità, declinato in tutte le sue varie forme, da quella centrata di una piena soddisfazione, a quella problematica dell’effettiva ricerca di una felicità. È un vero e proprio concept album. A noi ha colpito “La mia Fiorenza”, che parla di un Dante Alighieri redivivo che torna a scoprire i soliti vecchi difetti e peccati nella “nuova” umanità di oggi – ma non temete, non ci sono terzine in endecasillabi, solo un rassicurante 4/4 per noi ascoltatori di questo millennio. 

Che altro dire? Li abbiamo sentiti dal vivo e sono bravi, il resto tocca a voi, scopriteli! Non è facile, qui in Toscana, dato che le scene Rap italiane sono piuttosto Roma, Napoli o Milano, ma intanto loro sono in movimento. E parlando di movimento, non si può non parlare della recente collaborazione di Smilzo col chitarrista e produttore Gabriele Bellini, per il quale ha registrato la voce di una canzone per un disco di prossima uscita. Insomma, questi ragazzi hanno qualcosa da dire, e sembra sappiano farlo anche nel modo giusto. Diceva Bob Marley che la musica è quella cosa che quando ti colpisce non fa male. Lasciatevi quindi stendere da quello di buono che hanno fatto questi ragazzi, e chiedete il bis. Un giorno forse potrebbero diventare il gruppo preferito dei vostri figli. E non dite che non ve lo avevamo detto!

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