Alluvione: ci risiamo!

Alluvione: ci risiamo!

 

marzo  2013

Continua la nostra funesta tradizione di aprire il nuovo anno di Noidiqua con un articolo riguardante i problemi portati dalle abbondanti pioggie. Abbiamo iniziato nel primo numero del 2008 con “Sicurezza idraulica”, mentre nel primo numero del 2009  fu la volta di “Frana l’argine alla Ferruccia”, invece nel primo numero del 2010  parlammo di “Alluvione dicembre 2009” (accadde il giorno di Natale) e nel primo numero del 2011, “Barriere anti-inondazione”. Per fortuna nel primo numero del 2012 siamo riusciti a saltare un giro, ma quest’anno ci risiamo!

 

 

Tratto dal quotidiano La Nazione, a firma di Linda Meoni

Un risveglio con la paura quello del 18 marzo scorso per i tanti quarratini che hanno seguito con terrore l’innalzarsi dei livelli dei fiumi. I primi a scontare i tanti anni di incuria e interventi mai realizzati sono stati ancora una volta i residenti della via Statale tra Olmi e Barba, costretti a fare i conti con un fosso Quadrelli ormai allo stremo e diventato incontenibile già dalle 10 del mattino. Almeno quaranta centimetri d’acqua in strada, scantinati allagati, quintali di sacchi di sabbia a tamponare e nonostante il lavoro dei volontari di Vab, Misericordia e Croce Rossa, la rabbia è esplosa tra la gente, con forti momenti di tensione placati non senza fatica dalle forze dell’ordine. «Siamo alle solite» dicono tanti dei cittadini usciti in strada «anche perché quell’intervento sullo sfioratore della cassa d’espansione che doveva essere realizzato a dicembre non è mai stato fatto. Ci devono delle risposte». A far temere il peggio sulla Statale, l’irruzione di un residente che, esasperato dalle continue esondazioni, ha minacciato i volontari con un forcone in mano chiedendo che fosse rimossa la barriera gonfiabile montata dai volontari. Rabbia contenuta con fatica, finché l’uomo si è avventato sul gonfiabile forandolo e facendo temere che l’acqua potesse riversarsi al di là della barriera. Rischio scongiurato nel giro di qualche minuto e tensione “sedata” con l’intervento dei carabinieri. Ma la rabbia c’è ed è palpabile: «Sono quarant’anni» dicono dei cittadini «che ci fanno solo promesse. Quarant’anni che nessuno si preoccupa di questo problema. E chi abita sulla Statale si immola per gli altri: prendono tutta l’acqua, per evitare che arrivi oltre. È l’ora di finirla».

Intanto la macchina comunale di protezione civile era stata attivata. Il Coc (centro operativo comunale di protezione civile) era stato aperto alle 9.15 della mattina. Nel giro di poco meno di tre ore il sindaco, tramite ordinanza, ha disposto le chiusure delle scuole dell’infanzia a Barba, del centro socio riabilitativo Panta Rei alla Ferruccia, delle primaria e materna di Catena, dell’asilo nido “Il bosco dei folletti” e “Maga Magò”, materna, primaria e media di Vignole e del liceo artistico “Petrocchi”. Quarrata inaccessibile per ore, con lo sbarramento delle principali strade d’accesso alla città e verso le arterie in direzione Firenze e Prato. Poco prima delle 13, dopo le aperture delle casse di espansione Case Carlesi e Ponte alle Vanne in considerazione di una situazione che continuava a farsi sempre più critica, l’invito alla popolazione di salire ai piani alti e a rimuovere le auto dalle strade a rischio alluvione, insieme alla predisposizione di due punti di raccolta per chi avesse voluto lasciare la propria abitazione.

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