Autocarrozzeria Rinnovauto – 60 anni di attività

Autocarrozzeria Rinnovauto – 60 anni di attività

di Massimo Cappelli

marzo 2022

L’Autocarrozzeria Rinnovato quest’anno raggiunge un’altra cifra tonda tonda: sessant’anni di attività. Abbiamo fatto due chiacchiere con l’attuale titolare, Patrizio Bonacchi, che ci ha raccontato un po’ di storia di questa attività molto conosciuta a Quarrata. Di comune accordo abbiamo deciso di iniziare il pezzo con una parte dell’intervista fatta da David Colzi a Giorgio, padre di Patrizio, pubblicata dieci anni fa sul nostro giornale in occasione del cinquantesimo. Giorgio Bonacchi è scomparso nel 2014, a settantotto anni, a causa di un tragico incidente d’auto.

[…] Quando io ho iniziato, a 14 anni, nelle officine c’era anche il falegname – precisa Giorgio – Pensi ad un’auto come la ‘Giardinetta’ che aveva la carrozzeria in lamiera e gli sportelli in legno.” Proseguendo il suo apprendistato nelle officine di Pistoia, il signor Bonacchi collaborò anche con la famosa Carrozzeria Mariani, a tutt’oggi specializzata nella riconversione di veicoli ad uso sanitario, quali ambulanze, auto mediche e via di seguito.

[…] l’ingegno a Giorgio non è mai mancato e anche nella sua officina, quando si mise in proprio, costruì macchinari meccanici per aiutarsi nel lavoro, gli stessi che oggi si possono trovare in commercio e in qualunque autocarrozzeria: “all’inizio, quando venivano alcuni rappresentanti di settore per vendere i loro attrezzi meccanici innovativi, si stupivano nel vedere che io li avevo già senza averli acquistati da nessuno! Insomma, era un “Leonardo” delle quattro ruote.

Ma torniamo a noi, o meglio, andiamo al 1962, quando Giorgino, insieme al fratello Marco, e a Tommaso (Maso) Vezzosi, decidono di metter su un’autocarrozzeria in proprio. Dopo essere stati in affitto per qualche anno in due diversi capannoni, i soci decisero costruirne uno tutto nuovo all’inizio di Viale Europa, da allora l’attività non si è mai più spostata. Ci racconta Patrizio che suo padre spesso ricordava un giorno di novembre del 1966, quando alcuni tecnici e muratori fecero un sopralluogo al fondo ancora in costruzione. Erano invasi da una grande pioggia battente che durava da molto tempo, il giorno seguente l’Arno a Firenze traboccò e strariparono anche altri fiumi della piana provocando la famigerata alluvione di quell’anno. 

Erano i tempi d’oro del boom economico, e anche l’economia quarratina godeva di grande prosperità e benessere, questo si poteva notare anche dalle auto nuove fiammanti di grossa cilindrata che sfrecciavano per la città, prime su tutte le Alfa Romeo, in quegli anni, infatti, questa marca milanese era ai primi posti per gradimento. La Rinnovauto fu promossa direttamente da Milano “carrozzeria autorizzata” di questa grande Casa automobilistica, questo li ha fatti essere anche i carrozzieri ufficiali della Polizia Stradale di Firenze, poiché le loro auto erano (e sono) quasi tutte Alfa Romeo. 

Non fu difficile connettersi alla “Quarrata bene” anche perché Maso Vezzosi giocava nella squadra locale di calcio per questo era molto conosciuto, e Marco Bonacchi era un socio fondatore del Tennis Club nato da poco, frequentato da facoltosi personaggi e imprenditori di successo. Ben presto, anche grazie alla serietà e alla precisione nel lavoro, la Rinnovauto diventò un vero e proprio brand per Quarrata: portare l’auto lì a riparare era motivo di orgoglio, un vero e proprio status symbol. 

«In quegli anni» ci racconta Patrizio «la Rinnovauto ha dato lavoro anche a diciotto dipendenti, molti dei quali operai specializzati. Allora le auto erano fatte prevalentemente di lamiera e non di materiale sintetico come quelle di oggi in vetroresina o carbonio, i pezzi di ricambio venivano adoperati quasi esclusivamente quando c’erano grossi danni, il lavoro, nella maggior parte dei casi, consisteva nel raddrizzare e recuperare le lamiere, oltre ovviamente alla verniciatura. Per questo c’era bisogno di buoni artigiani, e da noi si potevano trovare. I preventivi di spesa erano costituiti principalmente dai costi dati dalla mano d’opera, a differenza di oggi che sono i ricambi a far lievitare i costi».

Patrizio ci confida, e la sua sincerità gli si legge negli occhi, che il padre Giorgio, oltre ai segreti del mestiere, gli ha trasmesso anche il suo amore per il territorio, gli ha insegnato a rispettare, oltre ai clienti, le associazioni di volontariato che sono a supporto di tutta la comunità. Inoltre ci ha pregato di ringraziare tutta la clientela, il personale interno (attuale e passato), e i collaboratori esterni, perché è anche grazie a loro se questa attività è divenuta un’eccellenza del territorio.

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