Giorgio Bonacchi e i 50 anni di Rinnovauto

Giorgio Bonacchi e i 50 anni di Rinnovauto

di David Colzi

dicembre 2012

Rinnovauto-Cinquant’anni sono un bel traguardo per un’attività, soprattutto se festeggiati in un periodo come questo; stiamo parlando di Rinnovauto, un’autocarrozzeria che vede tutt’oggi al timone il signor Giorgio Bonacchi uno dei fondatori dell’officina nel lontano ’62. E’ stato lui a raccontarci come è cominciata la sua personale avventura.

Classe 1936, Giorgio ha iniziato a quattordici anni a misurarsi con le auto, cioè nell’immediato dopoguerra, quando alcune parti delle macchine erano fatte ancora in legno e quando i pezzi spesso si riparavano, perché di ricambi ce n’erano pochi: <<Nelle officine c’era anche il falegname.>> precisa Giorgio <<Pensi ad un’auto come la “Giardinetta” che aveva la carrozzeria in lamiera e gli sportelli in legno.>> Proseguendo il suo apprendistato nelle officine di Pistoia, il signor Bonacchi collaborò anche con la famosa Carrozzeria Mariani, a tutt’oggi specializzata nella riconversione di veicoli ad uso sanitario, quali ambulanze, auto mediche e via di seguito.

Ebbene, tra gli anni ’50 e 60′, Giorgio si trovò a realizzare i primi modelli di cappotta rigida per auto, quando ancora l’hard-top (così si chiama) non era stato ancora messo in commercio e le auto decappottabili avevano solo il tettuccio in tela: <<Ricordo che il lunotto posteriore lo realizzavamo in plexiglass, perché era più facile da sagomare e per dargli la forma giusta andavamo da un fornaio per usare la temperatura del suo forno dopo che aveva cotto il pane>> dice sorridendo Giorgio. Fatto sta che quell’idea, allora innovativa – ma mai brevettata, venne applicata a una decina di vetture per persone famose dell’epoca. D’altronde, l’ingegno a Giorgio non è mai mancato e anche nella sua officina, quando si mise in proprio, costruì macchinari meccanici per aiutarsi nel lavoro, gli stessi che oggi si possono trovare in commercio e in qualunque autocarrozzeria: <<all’inizio, quando venivano alcuni rappresentanti di settore per vendere i loro attrezzi meccanici innovativi, si stupivano nel vedere che io li avevo già senza averli acquistati da nessuno!>>. Insomma, era un “Leonardo” delle quattro ruote.

Ma tornando alla sua ditta, una delle più belle soddisfazioni è stato senz’altro il periodo di collaborazione con l’Alfa Romeo, tra la fine degli anni ’60 e i primi del ’90, di cui la Rinnovauto è stata carrozzeria autorizzata. A detta dei superiori della casa madre milanese, l’officina di Bonacchi e soci era una delle migliori d’Italia, sicuramente la prima nella piana, tanto che alcuni portavano le loro macchine a riparare da fuori Toscana. <<Per capire quanto ci tenevano in considerazione come carrozzieri>> dice Bonacchi <<pensi che quando presentarono la 155 a Montecarlo, fummo invitati ad uno dei cinque tavoli di presidenza>>. Da sottolineare che in quegli anni anche la Polizia andava da loro in quanto le volanti erano tutte Alfa Romeo. Insomma di anni e soddisfazioni ne sono trascorsi molti e nonostante la crisi, Rinnovauto continua “la sua corsa”. E a proposito di anni, anche Giorgio dovrà passare la mano, dato che non è più un giovanotto, ma per fortuna c’è Patrizio, il figlio che da più di vent’anni lo affianca nell’officina assieme agli altri preziosissimi operai. Noi abbiamo chiesto a Patrizio com’è lavorare con il babbo, e lui ci ha detto senza giri di parole: <<Spesso non è semplice, perché lui è una persona decisa e un po’ ruvida; però devo dire che ho imparato tanto stando qui. Questo lavoro mi piace davvero, perché non è mai uguale in quanto ogni giorno ci sono nuove sfide. Quindi mi sento pronto a continuare la tradizione di famiglia.>>

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