Ennio Canigiani – oltre la banca c’è di più

Ennio Canigiani – oltre la banca c’è di più

di David Colzi. Ph: Foto Olympia

settembre 2022

Ennio Canigiani a Quarrata è conosciuto principalmente per due motivi: primo, come figura storica dell’attuale Banca Alta Toscana (lavora nella segreteria generale) e secondo in qualità di esponente locale del centrodestra, eletto come consigliere comunale con Fratelli d’Italia, dopo le ultime amministrative. Ma noi sappiamo che in lui c’è molto di più: ecco cosa abbiamo scoperto.

Ennio, tu nasci a Zurigo nel 1967, città di origine della mamma, e poi ti trasferisci a Momigno, paese natio del babbo, per iniziare gli studi elementari assieme a tuo fratello: cosa ti ha lasciato dentro la “Svizzera verde”?

Innanzi tutto è curioso che uno nato a Zurigo, finisca a lavorare in banca! Comunque, battute a parte, la Svizzera mi ha trasmesso il rispetto per la natura ed il desiderio di contribuire, nel mio piccolo, a lasciare un mondo migliore a chi verrà dopo di noi; infatti credo molto nella mobilità sostenibile e nella green economy. Pensa che sono socio WWF dal 1987, quindi queste tematiche mi appartengono da tempi non sospetti.

Hai passato i primi anni nella fattoria dei nonni materni, fra pascoli incontaminati e laghi cristallini: come è stato il passaggio nella piccola Momigno?

Io sono molto legato a Momigno, dove ho passato la mia infanzia e giovinezza; lì ho iniziato a interessarmi agli altri, infatti fin da ragazzo organizzavo feste ed eventi, per permettere ai miei coetanei di socializzare. E l’idea di far incontrare le persone e valorizzare il territorio non l’ho mai abbandonata, tanto che nel 2003 ho ideato “Medioevalia, il festival degli artisti di strada”. Lo spunto mi venne visitando “Mercantia” a Certaldo. Io ho seguito la manifestazione fino all’edizione del 2011 e sono contento che continui ad essere riproposta ogni anno.

Tu lavori alla Banca di Vignole dal 1988, quindi, nonostante i tuoi 55 anni, sei un veterano.

In effetti ho iniziato quando la sede era ancora quella storica accanto alla chiesa, la cosiddetta “banchina”, che allora si chiamava “Cassa rurale e artigiana di Vignole”. Ho assistito a tutta l’evoluzione di questa istituzione quarratina, che l’ha portata a diventare Banca Alta Toscana, una realtà fra le più importanti della regione.

Però da ragazzo, invece che lo sportello bancario, sognavi la consolle.

Già, la radio è stata il mio primo amore. D’altronde appartengo ad una generazione cresciuta ascoltando le emittenti libere, e fra l’altro una delle mie preferite era “Radio Rombo”. Ed è proprio seguendo i suoi presentatori che accarezzai l’idea di entrare in quel mondo. L’occasione arrivò nell’estate del ’86 , quando iniziai a collaborare con “Radio modulare centro Pistoia”. Da primo non presentavo, ma cambiavo solo i dischi quando ancora si mettevano i vinili sui giradischi. Ricordo che iniziai durante il periodo estivo, perché gran parte del personale era in ferie.

So che non ti sei fermato solo a quella…

Vero. Ho anche collaborato con “Radio Pistoia 947”, icona degli anni ’80/’90, che riuniva a sé i migliori professionisti della zona, tipo il mitico Tony De Angelis e Mario Menicacci; quest’ultimo era fra l’altro il DJ della discoteca Panda. Per me entrambi sono stati dei maestri e grazie a loro ho imparato cos’è la conduzione radiofonica. All’epoca ero talmente preso che persino durate il servizio militare a Pisa, riuscii a trovare una radio con cui collaborare; era “Radio Pisa International”.

Ma a 21 anni, hai messo la testa a posto.

Non proprio, perché il “lavoro” di conduttore l’ho tenuto in parallelo per tanto tempo; negli anni ’90 ho presentato anche molti concorsi di bellezza. Per un certo periodo ho fatto persino delle televendite per TVR, l’emittente di Pratilia. Invece con TVL di Pistoia ho condotto per due anni una trasmissione sulle auto d’epoca, altra mia grande passione; sono stato pure un collezionista!

Va detto che le auto d’epoca non sono green.

Hai ragione, infatti oggi ne guido una elettrica e non posseggo più alcun cimelio su quattro ruote. Comunque ricordo con piacere una “Fiat 1100 103 H” del 1961, grazie alla quale una rivista nazionale di settore, mi dedicò un lungo articolo nel 2016.

Concludiamo con po’ di bilanci… visto che lavori in banca, dovresti essere esperto.

Sono molto contento di come è andata la mia vita e non ho alcun rimpianto. Certo è normale che ogni tanto, come chiunque altro, mi domandi: cosa sarebbe accaduto se, per esempio, avessi vinto quel provino che feci in Rai nel 2001? O ancora: sarei rimasto nel mondo delle radio se quella volta a Roma, avessi vinto il concorso indetto dalla nascente “RDS”? 

Un proverbio zen dice che nella vita bisogna fare tre cose: un figlio, scrivere un libro e piantare un albero. Tu a che punto sei?

Attualmente mi manca solo di piantare un albero, dato che nel 2011 ho dato alle stampe un saggio politico, dal titolo lunghissimo: “Nuovi democristiani: attimi fuggenti di una storia infinita. L’esperienza politica della Democrazia Cristiana per le autonomie di Gianfranco Rotondi”. L’ho scritto perché quando nacque questa nuova DC io entrai nel direttivo nazionale in rappresentanza della Toscana, quindi alla fine possedevo un grosso archivio di notizie e foto. Fra l’altro sono stato l’ultimo segretario provinciale di quel soggetto politico a Pistoia. Ti rendi conto? Sono stato l’ultimo democristiano di qua.

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