Federico Gori – dalla Biennale… a Sanremo!

Federico Gori – dalla Biennale… a Sanremo!

di David Colzi

marzo 2013

Federico Gori, classe 1977, è un artista che nonostante la giovane età ha un curriculum di tutto rispetto, avendo iniziato ad esporre già da quando era studente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue opere sono arrivate a Milano, Torino, Roma, Venezia, Alessandria, Savona, senza poi contare le città limitrofe del nostro comune, cioè Pistoia, Prato e Firenze.

Che tipo di opere realizza?
Il mio campo di interesse è la creatività in tutte le sue forme, quindi non c’è una sola tipologia di opera; è l’idea che decide per me! Alcuni miei lavori sono appesi alle pareti, ma con altri uso tecniche e materiali che li fanno assomigliare a sculture e talvolta a installazioni; certamente anch’io dipingo quadri, ma è solo una parte del percorso. D’altronde l’arte contemporanea è fusione di generi.

Foto: Baerbel Reinhard

Lei ha cominciato presto a proporre il suo lavoro.
Il merito è del mio professore di pittura all’Accademia, Umberto Borella che ha sempre spronato noi studenti a proporci nelle Gallerie d’arte e nei concorsi artistici; per me riuscire a vincerne alcuni è stato un importante trampolino di lancio, perché ha focalizzato l’attenzione di alcuni musei e gallerie. Così già al terzo anno di Accademia ho potuto fare la mia prima mostra personale a Milano e poi ho potuto partecipare ad una collettiva all’Accademia di Brera, curata da Alik Cavaliere. Un palcoscenico prestigioso è stato sicuramente la Biennale di Venezia. Sono stato presente nel 2011 nel padiglione “Accademie”; in sostanza c’è stata una selezione a livello italiano dei migliori ex studenti usciti dalle accademie negli ultimi dieci anni ed io ho partecipato con due opere, cioè un dipinto e un video. Certamente non è stata una presenza da protagonista, ma è comunque un passaggio importante nella mia carriera.

Ci parli del Festival di Sanremo 2013.
Quell’intervento rientra all’interno di “Bau-haus Undertanking”, un progetto mio e di Gerardo Paoletti, l’artista con cui condivido lo studio a Quarrata. Noi abbiamo deciso di applicare l’arte a oggetti che poi hanno una funzione reale, oltre alla creazione di siti internet. In quel caso ci ha contattato Radio Italia chiedendoci di realizzare i due premi da dare ai vincitori del Festival nella sezione “Giovani” e “Big”. In più ci hanno chiesto di creare la scenografia dello studio mobile e abbiamo realizzato dei pannelli (foto sotto ndr).

Qualche esperienza locale?
Tra ottobre e gennaio, assieme a Gerardo Paoletti e Manuela Menici, abbiamo realizzato un doppio percorso espositivo situato tra villa Smilea a Montale e l’Antico Frantoio di Quiesa a Massarosa, dal titolo “Le stagioni del nostro amore”. E’ stata una mostra pensata e realizzata interamente da noi tre che da anni ci conosciamo, quindi oltre ad essere colleghi, siamo amici.

Progetti futuri?
Il 30 aprile a Palazzo Strozzi di Firenze inaugurerò un’installazione finanziata da Vannucci Piante. Si collocherà nel cortile del Palazzo e una volta finita la mostra, l’opera entrerà a far parte della collezione Vannucci.

Quindi lei è favorevole all’interazione tra edifici antichi e arte contemporanea anche in maniera permanente?
Certo! Infatti il percorso intrapreso da villa La Magia a Quarrata è molto positivo; magari non è sempre gestito in maniera ottimale, comunque consente anche ad una realtà locale come la nostra di entrare nel nuovo millennio. Persino la tanto discussa “fontana di Buren” trovo sia interessante e in qualche modo è diventata un punto riconoscibile della nostra città. Il mio è un giudizio sull’opera, lontano dalle polemiche che hanno alimentato le discussioni all’epoca dell’inaugurazione.

…E Piazza Risorgimento?
Esteticamente non è bella, perché ha un carattere nordico, grigio, con tutta quella pavimentazione e poco verde; infatti attraversarla d’estate con il sole a picco non è facile (sorride). So che è stata progettata così per renderla più adatta ad accogliere il mercato e le altre manifestazioni, però si poteva trovare un compromesso più piacevole. D’altronde città belle creano persone felici e cittadini migliori.

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