I disturbi dell’umore

I disturbi dell’umore

di Luigi Vangucci

settembre 2015

Non ho la pretesa di trattare in maniera completa un argomento tanto complesso e specialistico. Cercherò di schematizzare questa patologia come medico di famiglia, che è venuto a contatto moltissime volte con tali sofferenze. In un mondo inquieto e incerto come il nostro, il tono dell’umore rischia più frequentemente di andare incontro ad alterazioni rilevanti e prolungate, sia in senso depressivo, sia in senso euforico. Tali alterazioni, in cui i fattori genetici  giocano un ruolo importante, si possono distinguere grosso modo in: Episodio maniacale, Episodio depressivo maggiore, Distimia.

EPISODIO MANIACALE.

E’ un quadro clinico caratterizzato stabilmente, per più settimane, da umore euforico, espansivo, con eccitazione psicomotoria, ipervalutazione delle proprie capacità deliranti, con meno bisogno di sonno, molte chiacchiere , comportamento bizzarro e disinibizione sessuale. A volte con la presenza di deliri di persecuzione, di gelosia e via di seguito. Negli affari e nei rapporti cogli altri, non rendendosi conto dei propri limiti, si avventura in situazioni potenzialmente pericolose.

TERAPIA.

Neurolettici, Sali di litio, Carbamazepina ecc, per lunghi periodi.

EPISODIO DEPRESSIVO MAGGIORE.

Perdita di piacere e interesse nelle attività e circostanze che prima interessavano la persona, con riduzione globale dell’attività psicomotoria e neurovegetativa (alterazione del ritmo del sonno con mancanza di energia, facile stancabilità, autosvalutazione sensi colpa anche deliranti, spesso idee di morte o tentativi di suicidio). Sintomi più gravi al mattino, miglioramento serale. La depressione provoca marcata sofferenza con significativa compromissione dell’attività lavorativa e dei rapporti sociali. 

TERAPIA.

Antidepressivi triciclici, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (fluoxetina, paroxetina ecc).

DISTIMIA.

Si tratta di una alterazione cronica dell’umore in senso depressivo (riduzione o aumento del sonno, disappetenza, facile stancabilità, bassa autostima, difficoltà a prendere decisioni, scarsa concentrazione, spesso senso di disperazione). La durata è di almeno due anni e si parla di disturbo unipolare quando gli episodi si presentano sempre colle stesse caratteristiche depressive; bipolare se sono presenti episodi sia depressivi sia maniacali. Da tenere presente che i disturbi appena citati possono dipendere anche da malattie somatiche come: iper o ipotiroidismo, diabete mellito, sclerosi multipla, malattia di parkinson, tbc, demenza, mononucleosi, influenza, epatite virale, polmonite, tumori cerebrali, tumori polmonari. Possono influire anche alcuni farmaci come cortisonici, contraccettivi orali, antiblastici, benzodiazepine ecc. Infine posso influire anche l’abuso di sostanze quali alcool, allucinogeni, anfetamine, cocaina ecc.

Prima di chiudere questa veloce trattazione vorrei fare cenno alla Psiconevrosi d’ansia. L’ansia si può definire come una sensazione penosa e terribile di attesa; ci si sente minacciati da una catastrofe imminente e alla quale non è possibile sottrarsi, accompagnata da tanti disturbi somatici a carico di qualsiasi organo; da quello respiratorio con senso di soffocamento, a quello cardiocircolatorio con tachicardia extrasistoli, precordialgie. Da quello gastroenterico, con secchezza della bocca, coliche gastriche e addominali, nausea, vomito, diarrea, disturbi sessuali, a quello muscolare con tremori. Oppure c’è quello sensoriale, con ronzii auricolari, vertigini ecc. L’ansia è il sintomo prevalente negli attacchi di panico e nei disturbi di ansia generalizzata di cui parleremo un’altra volta.

Salutando chiedo scusa a quanti ora ne sapranno meno di prima… 

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