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Leonardo Rossi – da giovane promessa del tennis a professionista di talento

Leonardo Rossi – da giovane promessa del tennis a professionista di talento

di David Colzi. Ph: Foto Olympia

marzo 2026

Ci rende sempre molto felici (e un pochino orgogliosi) quando possiamo ritornare a parlare di qualche sportivo, da noi già intervistato negli anni precedenti, che poi si è rivelato un campione nella sua disciplina; ci verrebbe quasi da pensare che Noidiqua porti fortuna! Nel 2022 toccò a Lorenzo Sommariva, che da motociclista di belle speranze, era diventato un professionista delle due ruote. Ora è la volta di Leonardo Rossi, a cui dedicammo un articolo nel 2020 con un sottotitolo eloquente: “giovane promessa del tennis”. Ebbene, sembra proprio che la promessa sia stata mantenuta.

Cosa è cambiato negli ultimi sei anni?

Beh, direi che dal 2020 sono cambiate un po’ di cose. In primis adesso il tennis è diventato veramente il mio lavoro, avendo raggiunto la seicentesima posizione al mondo. Questo ha fatto sì che in questi anni, la maggior parte del tempo sia stato a giro per il mondo a praticare questo sport.

Qualche traguardo di cui sei orgoglioso?

La vittoria che reputo in assoluto più significativa, è quella contro Matteo Gigante circa un anno e mezzo fa in Serie A. Ha la mia età ed è uno degli italiani più forti al momento. Per quanto riguarda invece i traguardi più belli, sono stati sicuramente i due tornei “ITF 15mila dollari”, vinti rispettivamente nel 2024 e nel 2025. Sono state delle belle soddisfazioni e spero di averne sempre di più.

Come è strutturata la tua settimana e più in generale il tuo anno sportivo?

Non c’è una regola precisa, sebbene normalmente le mie giornate siano sempre molto lunghe. Inizio la mattina con il riscaldamento, poi passo alla parte tennistica e poi a quella atletica. Ripeto il tutto anche il pomeriggio. Parlando invece di impegni annuali, anche lì non è facile fare una stima, perché i tornei si programmano di mese in mese. Persino le mie giornate all’interno dei tornei sono sempre diverse, in base agli orari degli incontri.

Da chi è composto il tuo team?

Lo staff che mi segue è quello del “Match Ball Firenze” composto da: Daniele Capecchi (ex giocatore), Antonio Padovani e i due preparatori atletici, Jarno Testa e Stefano Borsi (Osteopata). In più da quest’anno, per un po’ di settimane, mi seguirà anche Luigi Sorrentino, di La Spezia, di quattro anni più grande di me, che è stato un compagno di avventure e di insegnamenti, quando giocavamo tornei insieme. L’idea di affiancarmi Luigi è venuta proprio a Daniele, perché non può seguirmi in tutti i tornei; così ha pensato di affiancarmi lui come seconda figura di riferimento e di questo sono felicissimo.

Hai del tempo libero per te? Hai degli hobby extra sportivi?

Sì e do molta importanza al tempo libero per staccare la spina. La cosa che preferisco, è passare del tempo con gli amici o con i famigliari che vedo poco. Per quanto riguarda le mie passioni è da qualche anno che mi sono interessato agli orologi. Attualmente é talmente forte questa passione che supera di gran lunga quella delle auto.

In che senso “gli orologi”?

Ho una piccola collezione non troppo numerosa e costosa, composta da circa dieci pezzi, tra il nuovo e il vintage. Ti dico subito che non sono un tecnico ma semplicemente un cultore. La passione è nata informandomi su internet piano piano. Credo di essermi interessato agli orologi, perché sono molto curioso degli oggetti ricchi di storia.

Visto che hai citato la famiglia, ti chiedo cosa ne pensano del tuo “lavoro”?

I miei genitori sono molto contenti e orgogliosi di quello che faccio e mi sostengono sempre; e non è scontato avere dei familiari che ti supportano in ogni momento, bello e brutto, quindi gliene sarò sempre grato. Inoltre sono fortunatissimo ad avere degli amici veri che sento quotidianamente, anche durante i tornei.

E il tuo babbo Stefano, che da bambino ti ha avviato al tennis, oggi che consigli ti dà?

Lui é stato ed è una figura molto importante, sia quando sono in campo che fuori nella vita. Per me è un esempio e i suoi consigli mi aiutano a mantenere sempre la retta via.

In questi ultimi anni il tennis italiano sta vivendo un momento magico, con campioni quali Sinner, Berrettini e Musetti. Tu come ti trovi in questa “epoca d’oro”?

Credo che siano tutti dei grandi esempi e che facciamo molto bene al movimento italiano. Non si è mai visto così tanti italiani al top. Io al momento appartengo ad un altro circuito ma spero e sogno di avvicinarmici il più possibile.

Hai fatto amicizia con qualche campione?

Il giocatore più forte con cui ho legato maggiormente è Mattia Bellucci, best ranking 63. Negli anni ho conosciuto tanti campioni, ma lui è davvero una grandissima persona sotto ogni punto di vista, sempre disposto ad aiutare.

Progetti per il futuro?

Ovviamente ho dei progetti/sogni nel cassetto e per raggiungerli, credo che il modo migliore sia migliorare la mia continuità di gioco e riuscire a fare più partite possibile. Questo è molto semplice a dirsi ma difficile a farsi!

Che consigli daresti ad un bimbo, o a una bimba, che si vuole avvicinare al tuo sport?

Sicuramente la prima cosa che mi sentirei di dire, per esperienza personale, è che più piccolo è più deve divertirsi. Penso sia l’unico modo per continuare questo sport. Poi ovviamente subentrano altri aspetti ma più tardi di quello che la maggior parte delle persone crede.

 

 

Per la location del servizio fotografico si ringrazia: Sporting Club Selva Bassa

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