Sergio Forconi e i trent’anni de “Il Ciclone”

Sergio Forconi e i trent’anni de “Il Ciclone”

Sergio Forconi e i trent’anni de “Il Ciclone”

di Massimo Cappelli. Ph: Foto Olympia

giugno 2026

Il 16 maggio scorso, Laterina (Arezzo), ha celebrato i trent’anni de IL CICLONE, il capolavoro di Leonardo Pieraccioni che fu girato prevalentemente in questo comune del Valdarno. Dopo tre decenni dall’esordio di questa pellicola, la sua risonanza emotiva è ancora presente nell’immaginario collettivo, pronunciamo ancora le battute citate nel film e quando ascoltiamo il brano The Rhythm Is Magic, che è parte della colonna sonora, come per magia veniamo trasportati sulla poltroncina, nella semioscurità a rivivere le stesse emozioni di trent’anni fa. Inutile soffermarsi sulla storia credo da tutti ampiamente conosciuta. La grande genialità di Pieraccioni fu la continua e costante conversazione, strillata dalla strada al casolare in varie scene del film, con suo nonno, interpretato dal regista Mario Monicelli del quale si sente solo la voce, e al quale, il nipote racconta tutti i passaggi della sua improvvisa e tormentata storia d’amore con Caterina.

Qualche anno fa, grazie al mio lavoro, ho conosciuto l’attore Sergio Forconi, che oltre ad interpretare babbo Osvaldo ne “Il Ciclone” è presente in quasi tutti i film di Pieraccioni, l’ho invitato in redazione e mi sono fatto raccontare, in esclusiva per i lettori di NoiDiQua, qualche suo ricordo legato al film e al suo rapporto con l’attore e regista fiorentino.

Come fu che ti scelsero per interpretare Osvaldo ne “Il Ciclone”?

Avevo già lavorato nel primo successo di Pieraccioni “I Laureati”, la produzione voleva un attore più conosciuto, fu Leonardo che presentò il mio curriculum e dalla fine mi scelsero. Credo di aver svolto bene il mio ruolo e di aver dato un ottimo rilievo al personaggio.

Com’era la vita sul set, durante le pause persisteva la stessa goliardia?

Eh, (sorride) molti mi dicono sempre “te ti diverti lavorando”. Devi sapere che è un lavoro molto impegnativo, i tempi morti costano migliaia di euro, ed è nella coscienza di tutti essere molto diligenti durante le riprese. Ovviamente ci sono le pause per mangiare, e la produzione si avvaleva di catering d’eccezione, non ci facevano certo pranzare con il cestino. Per cena, al di fuori del set, spesso ci portavano ad Arezzo in ristoranti molto rinomati e lì ci divertivamo molto.

Ti ricordi qualche aneddoto curioso accaduto durante le riprese? Tipo con Ceccherini?

Ceccherini in quel film ha dato prova della sua grandezza, non solo come artista ma come uomo. Se a volte ha avuto i suoi colpi di testa devo dire che è colpa della sua grande timidezza che lo induce ad andare “oltre”. Questo lo ha ammesso anche lui in diverse interviste. È una persona molto creativa che spesso dà il suo contributo nella lavorazione. Come sappiamo ha anche collaborato alla sceneggiatura di “Io Capitano” di Matteo Garrone. Con Massimo oltre ai film di Pieraccioni ho lavorato insieme in Pinocchio, sempre di Garrone.

In quanto ad aneddoti strani non ce ne sono stati molti, ma come succede spesso in tutte le riprese, talvolta andavamo fuori copione improvvisando, allora Leonardo ci faceva ripetere più volte la nostra battuta spontanea fino a quando la prendeva per buona. Una curiosità già raccontata anche da Leonardo è questa: la voce che interpretava il nonno, all’inizio non era scontato che fosse quella di Mario Monicelli. In una pausa delle riprese Leonardo chiamò me e il fonico e fece pronunciare a me tutte le battute di Gino. Fu a lavoro montato che andò da Monicelli e gli chiese se avesse voluto mettere la sua voce. Con immensa umiltà il maestro accettò, addirittura ispirandosi alla mia interpretazione e affermando che la mia voce sarebbe andata benissimo. Mi piace ricordare che a fine anni Settanta ho avuto il piacere di lavorare con Mario Monicelli nel film “Viaggio con Anita” con Giancarlo Giannini, Goldie Hawn e Claudine Auger.

Come è continuato il sodalizio artistico fra te e Leonardo?

Come sappiamo, ha fatto molti altri film dopo “Il Ciclone”. Per “Il Pesce Innamorato” (ride) quello della Pinoleria e della famosa battuta “ì’ zio gliè rifallito…” mi volle di nuovo a fare il babbo, ed è stato nuovamente un ruolo molto importante per me. Devo riconoscere che Leonardo, relativamente alla scelta dei papà da interpretare nei suoi lavori è stato anche protettivo nei miei confronti, infatti nel film “Il Principe e il Pirata” mi disse che non me lo avrebbe fatto interpretare, poiché sarebbe stato il ruolo molto negativo. Ho fatto un cameo anche nell’ultimo film “Pare parecchio Parigi”.

Da attore caratterista quanto ritieni importante la tua categoria per il Cinema? E come mai ne nascono di meno?

(Sorride di nuovo) ne nascono di meno, e ahimè, via via se ne vanno anche. Per cui vengono scelti attori generici a svolgere queste parti, con risultati, a mio avviso, non sempre soddisfacenti. Il ruolo del caratterista è molto importante poiché il cinema deve raccontare la vita di tutti i giorni per cui c’è bisogno di persone reali, genuine. Poi, ogni attore protagonista, per dare il meglio di sé, ha bisogno di una buona spalla; questo già dai tempi di Walter Chiari e Carlo Campanini, ma anche molto, molto prima.

Oggi è più difficile far ridere?

Oggi è più difficile far ridere perché con la televisione e con le ultime tecnologie digitali abbiamo visto di tutto e di più. Di tanti aspiranti comici ne restano solo i pochissimi che hanno il grande talento di entrare nelle corde del loro pubblico attraverso approcci creativi talvolta molto innovativi. Una grande palestra secondo me è il teatro, dove sei a pochi metri dal tuo pubblico, puoi osservare subito la sua reazione interagire in maniera immediata.

Ci sono nuovi progetti con Pieraccioni? Oppure hai progetti personali?

Non lo so, perché quando Leonardo mi chiama lo fa sempre spontaneamente e solo quando ha un ruolo adatto a me. Personalmente, a parte il teatro che continua di anno in anno, tempo fa ho fatto una parte importante In “Assault on Florence” una sorta di Ghostbusters tutto fiorentino ultra premiato al Golden Fermi Festival a Sofia, in Bulgaria. Ora verrà girato il seguito e ci sarò di nuovo.

Grazie Sergio

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