Luciano Tempestini – la vita straordinaria di un uomo normale

Luciano Tempestini – la vita straordinaria di un uomo normale

di David Colzi

settembre 2022

Quando una persona arriva a spengere 80 candeline, è probabile che si fermi un attimo a riflettere sulla propria vita, magari passando in rassegna le occasioni colte e quelle perse, tracciando infine un bilancio su quello che è stato e quello che c’è ancora da fare. Noi siamo convinti che se questo gioco della vita lo farà il nostro Luciano Tempestini (firma di Noidiqua dal 2017), rimarrà più che soddisfatto dal risultato finale e alla fine sorriderà sotto i baffi, come solo lui sa fare. Già, perché anche se molti di coloro che lo conoscono non ci crederanno, il 28 settembre di quest’anno, “Lucianino” ha compiuto 80 anni. Eh sì, non si direbbe a guardare questo gagliardo giovanotto, ma tant’è. 

Ciò che vogliamo fare qui è ripercorrere in breve la sua vita, anzi, le sue numerose vite, fatte di mestieri sovrapposti e rocamboleschi viaggi, il tutto  vissuto con leggerezza e col gusto per la burla, attratto dalle esperienze nuove e dalle belle donne.

L’occupazione principale di Luciano è sempre stata quella di rappresentante, principalmente nel comparto mobiliero, un mestiere adatto a lui, vista la sua spiccata parlantina e la voglia di viaggiare in macchina. Questo lavoro lo ha svolto fino al 2015 (fra l’altro in un ufficio sottostante alla nostra redazione) permettendogli di percorrere in lungo e largo l’Italia e l’estero, stringendo amicizia con persone di diversa nazionalità. D’altronde i confini non sono mai stati un problema per lui; persino durante la “cortina di ferro” ha vissuto rocambolesche avventure nella Romania di Ceausescu (dove lui andava spesso come rappresentante), fra amici rumeni che fuggivano dalla dittatura e fidanzate lasciate sul suolo straniero. Infatti va detto che “il nostro”, fino a 36 anni è stato un Don Giovanni impenitente, e forse sarà per questo che, fra il 1966 e il 1978, ha fatto anche l’animatore in un ostello della gioventù a Marina di Massa. Sempre con spirito d’iniziativa e voglia di divertirsi, nel biennio ’78-’80, ha lavorato pure come direttore al New Jimmy di Montemurlo, una discoteca molto apprezzata a livello locale, dove ha portato DJ famosi e personaggi dello spettacolo. Anche qui le avventure non sono mancate, basti pensare che una volta, un tizio tirò fuori la pistola da sotto la giacca, e gliela puntò alla testa. Ma se parliamo di brividi, è lecito raccontare di un viaggio improvvisato in macchina a Capo Nord, assieme ad alcuni amici dell’ostello. Qui i nostri “turisti per caso”, rimasero piantati in mezzo al nulla, senza benzina e viveri per un intero giorno; per fortuna alla fine vennero recuperati da un camper di passaggio. D’altronde con la benzina Luciano non ha mai fatto bene i calcoli; al riguardo l’amico Riccardo Fabbri rammenta di un viaggio di ritorno dalla Svizzera, dove rimasero con pochi soldi e serbatoio vuoto, dovendo scegliere tra fare il pieno, oppure comprare da mangiare. Alla fine misero benzina e si sfamarono rubando le mele dai giardini degli elvetici. Come avrete capito, punto cardine per lui fin dalla giovinezza, sono stati gli amici, con relative “zingarate”. Sul tema vi invitiamo a rileggere le sue malefatte, negli articoli: Il muretto di Olmi e Gli Amici Miei del Bar Lomi. 

Una calmata se l’è data solo dopo il ’78, quando ha conosciuto la donna della sua vita, Emanuela, e dalla loro unione è nata Elena; entrambe sono state nostre complici in questo articolo a sorpresa.

Ciò che abbiamo tracciato fin qui è solo un breve resoconto, perché ci sarebbe tanto da raccontare, tipo quando scriveva di ciclismo per Paese Sera, o per La Nazione, oppure per il mensile Il traguardo di Empoli. Potremmo accennare alle sue trasferte con Radio Prato per seguire il Quarrata calcio, o ancora potremmo parlare dei ciclisti che ha conosciuto quando contribuiva ad organizzare le gare a Casini. Fra l’altro è stato anche uno dei ragazzi che hanno partecipato alla realizzazione del campo da calcio di Vignole, e sull’argomento potete leggere su noidiqua.it: Renato Gori – il barbiere che ha creato il campo sportivo di Vignole. Ci vorrebbe altro spazio anche per parlare del suo amore per il teatro (è stato persino attore!), che lui ha racchiuso in un toccante ricordo, dal titolo: Polo Donati – attore e regista teatrale dimenticato.

Oggi “Il Tempestini” è un vivace pensionato, che passa con disinvoltura dalla cura dell’orto, alla collaborazione con Legambiente Quarrata, dalle gite al mare, alle visite negli archivi locali per realizzare gli articoli del nostro trimestrale. Insomma, è sempre in movimento, senza lasciarsi mai piegare dai numerosi problemi di salute, attraversati con coraggio e positività, grazie ad una solida Fede.

Ottantanni vissuti così intensamente sono davvero d’ispirazione ma il nostro spazio è finito, quindi ci dobbiamo congedare, e per farlo ci affidiamo alle riflessioni della figlia Elena, che sorridendo dice: «Spesso il babbo mi ricorda il signor Edward nel film “Big fish” di Tim Burton, perché ha vissuto talmente tante vite ed avventure che è lecito chiedersi se sia tutto vero». Noi ci fidiamo. Tanti auguri Luciano dalla redazione di Noidiqua!

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